Parrocchia

Epoca normanna

Nel 1125, secondo la leggenda, un pastore scoprì un’icona sacra della Madonna delle Grazie tra Santa Agata e Santa Lucia, illuminata da una lampada votiva, in una grotta sotterranea nel territorio di Mazzarino. Il ritrovamento fu accolto con devozione e la sacra immagine venne trasportata nella chiesa madre, proclamata patrona della città con il titolo di Maria Santissima del Màzzaro.

Nel 1125, per volere del marchese Enrico del Vasto, fu edificata una cappella sul luogo della scoperta per custodire l’icona. Successivamente, nel 1154, il conte Manfredi del Vasto costruì una chiesa più grande in stile greco-normanno, consacrata dal vescovo di Otranto Girolamo. La chiesa ricevette donazioni e privilegi per il suo mantenimento.

L’edificio, con una volta decorata e finestre ad arco ogivale, subì danni gravi a causa del terremoto del Val di Noto nel 1693, restando inagibile per anni.

hdr

Epoca spagnola

La ricostruzione tardo-barocca post terremoto del 1693
L’11 gennaio 1693 un violento terremoto colpì la Sicilia sud-orientale, causando danni significativi agli edifici di culto di Mazzarino, tra cui la Chiesa di Santa Maria del Mazzaro. Sebbene non vi furono vittime tra i cittadini, la gravità delle distruzioni rese necessaria la ricostruzione dell’edificio.

Il nuovo progetto, in stile tardo-barocco, fu guidato dal frate cappuccino Padre Ludovico Napoli, che si adoperò per ottenere risorse tramite la Curia vescovile di Siracusa e il sostegno del popolo. La chiesa attuale è quindi la terza costruzione sul sito originario e si deve al suo impegno e alle donazioni della comunità.

Epoca borbonica

Nel 1739, l’architetto Natale Buonajuto di Siracusa progettò la nuova chiesa in stile tardo-barocco siciliano. I lavori iniziarono subito e si conclusero nel 1782.

Sopra il portone principale, uno scudo di pietra con l’iscrizione sumptibus populus 1782 testimonia il contributo della popolazione, insieme a donazioni e ai proventi della vendita di miele prodotto dalle arnie della chiesa, per far fronte alla siccità del 1736.

La chiesa era già utilizzabile nel 1762, ma la pavimentazione in riggiole di Caltagirone venne posata nel 1775. La facciata fu completata nel 1782 grazie alla donazione del cavaliere Luigi Sortino Orsini.

Gli interni rimasero spogli fino al 1847, quando Giuseppe Utveggio realizzò stucchi decorativi. Gli affreschi furono dipinti da Giuseppe Carta nel 1855 e da Pasquale Conti nel 1864.

Nel 1855, terminati i lavori, si tenne una solenne processione e il quadro della Vergine, temporaneamente custodito nella chiesa di Sant’Antonio Abate, fu ricollocato sull’altare maggiore della basilica.

dav

Epoca post unitaria

Nel 1874, il comitato dei festeggiamenti patronali affidò allo scultore palermitano Vincenzo Genovese la realizzazione della statua lignea della Madonna del Mazzaro, consegnata nell’agosto 1875.

Il 13 settembre 1876, monsignor Saverio Gerbino consacrò le corone d’argento della Madonna e del Bambino Gesù.

Nel 1881, il marmista Antonino Piazza, su disegno di Giuseppe Giunta-Bartoli, realizzò un nuovo altare maggiore in marmi policromi, dopo che quello precedente, in legno, era stato distrutto da un incendio. Il costo fu di cinquemila lire e una lapide dietro l’altare riporta l’epigrafe:

«Altare hoc Antoninus Piazza Hujus civitatis Mazareni Costruxit anno 1881»

Completati gli ornamenti interni, la basilica fu solennemente consacrata il 2 luglio 1883 alla Vergine Santissima delle Grazie, sotto la protezione dei martiri Benedetto, Attanasio, Agata e Lucia, dal Vescovo di Piazza Armerina, Saverio Gerbino.

Epoca Contemporanea

Nel 1739, l’architetto Natale Buonajuto di Siracusa progettò la nuova chiesa in stile tardo-barocco siciliano. I lavori iniziarono subito e si conclusero nel 1782.

Sopra il portone principale, uno scudo di pietra con l’iscrizione sumptibus populus 1782 testimonia il contributo della popolazione, insieme a donazioni e ai proventi della vendita di miele prodotto dalle arnie della chiesa, per far fronte alla siccità del 1736.

La chiesa era già utilizzabile nel 1762, ma la pavimentazione in riggiole di Caltagirone venne posata nel 1775. La facciata fu completata nel 1782 grazie alla donazione del cavaliere Luigi Sortino Orsini.

Gli interni rimasero spogli fino al 1847, quando Giuseppe Utveggio realizzò stucchi decorativi. Gli affreschi furono dipinti da Giuseppe Carta nel 1855 e da Pasquale Conti nel 1864.

Nel 1855, terminati i lavori, si tenne una solenne processione e il quadro della Vergine, temporaneamente custodito nella chiesa di Sant’Antonio Abate, fu ricollocato sull’altare maggiore della basilica.

dav